Il PUN e il meccanismo del mercato
Il primo elemento da comprendere è il PUN, il Prezzo Unico Nazionale. È il valore di riferimento all'ingrosso dell'energia elettrica, stabilito quotidianamente dal mercato della Borsa Elettrica Italiana sulla base della quantità di energia prodotta e dei prezzi locali nelle diverse zone d'Italia.
Questo prezzo, che fluttua di ora in ora e di giorno in giorno, influenza direttamente quello che si pagherà in bolletta, anche se l'importo fatturato è calcolato sulla media mensile. Si deve, quindi, fare sempre riferimento al valore del PUN oggi. Non è un numero statico: rispecchia la dinamica di domanda e offerta, gli andamenti internazionali dei mercati e gli eventi geopolitici che incidono sui costi delle materie prime. Quando il PUN aumenta, nonostante i consumi rimangano uguali, la spesa energetica cresce.
Le componenti della bolletta
Qui emerge la prima differenza tra percezione e realtà. La maggior parte delle persone pensa che la bolletta sia principalmente energia, ma in realtà questa componente rappresenta solo una parte del prezzo finale che si vede scritto. Il resto è composto da voci che spesso rimangono invisibili nel ragionamento quotidiano degli utenti.
I costi di distribuzione e trasporto dell'energia rappresentano una voce significativa. L'energia, per arrivare nelle abitazioni, deve percorrere infrastrutture, attraversare reti di trasmissione e subire perdite inevitabili.
Poi ci sono gli oneri di sistema: finanziamenti per il funzionamento del sistema elettrico, costi amministrativi e una serie di voci che vengono aggiunte in bolletta per ragioni di politica pubblica e gestione infrastrutturale. A questi si aggiungono imposte e tasse.
Il meccanismo dei picchi e le abitudini di consumo
Il prezzo pagato non dipende solo da quanto energia viene consumata in casa, ma anche da quando viene consumata. Le fasce orarie hanno un ruolo fondamentale. Durante le ore di punta, quando la domanda di elettricità è più elevata (generalmente tra le 9 e le 12 del mattino e tra le 16 e le 18 nel pomeriggio), il costo dell'energia è maggiore.
Questo è il semplice risultato della legge di domanda e offerta. Quando tutti accendono i condizionatori, usano la lavatrice e gli uffici sono a pieno regime, la disponibilità di energia diventa limitata e il suo prezzo aumenta.
Le abitudini quotidiane determinano quanta parte dell'energia viene consumata nelle fasce più care. Chi usa la lavatrice di notte, per esempio, ottiene sicuramente tariffe migliori. Al contrario, chi ha l'abitudine di usare più elettrodomestici contemporaneamente durante il giorno finisce per pagare di più.
La differenza tra prezzo reale e percezione
C'è un'enorme distanza tra quanto costa davvero l'energia e come gli italiani percepiscono quel costo. Se si confrontano le spese medie nazionali con quelle europee, il divario è reale, ma contenuto. Ma la sensazione diffusa è completamente diversa. Basta ascoltare le opinioni di chiunque sul costo delle bollette per sentir parlare di rincari, di incrementi insostenibili, di costi che si moltiplicano da un anno all'altro.
Questa discrepanza, però, non nasce dal nulla. È il risultato dell'incertezza diffusa degli ultimi anni e di come il cervello elabora le informazioni economiche. Una bolletta viene percepita come un obbligo, non come una scelta consapevole, e arriva quando il beneficio dell'energia consumata è lontano nel passato.





