Non devi essere perfetto per iniziare: la sostenibilità è un viaggio, non una gara

Non devi essere perfetto per iniziare: la sostenibilità è un viaggio, non una gara

Quante volte hai pensato "vorrei fare qualcosa per l'ambiente, ma non so da dove cominciare"? 
O peggio: "tanto quello che faccio io non cambia niente".

Se ti è mai passato per la testa uno di questi pensieri, benvenuto/a: sei nel posto giusto.

La sostenibilità ha un problema di immagine.
Quando sentiamo questa parola, ci vengono in mente persone con la borsa di iuta, il compost sul balcone e l'orto sul tetto.
Oppure attivisti che si incatenano ai cancelli delle industrie.

In entrambi i casi, ci sembra qualcosa di lontano dalla nostra vita quotidiana.

Ma la sostenibilità non è una categoria riservata a chi ha già tutto risolto.
È un percorso, spesso disordinato, ma sempre personale, che inizia con una sola cosa: la curiosità.

Perché il punto di partenza conta poco

Il nome Make You Greener non è stato scelto a caso.

"Diventa più verde" ➡️ ma sei tu a scegliere come.

Non c'è un punto di arrivo da raggiungere entro una scadenza, non c'è una lista di comportamenti obbligatori, non c'è un esame da superare.
C'è solo una direzione: verso una vita più consapevole, più connessa, più tua.

Uno degli errori più comuni è pensare che per occuparsi di sostenibilità bisogna prima essere pronti.
Prima devo smettere di prendere l'aereo.
Prima devo diventare vegano.
Prima devo comprare la macchina elettrica.

E così, mentre aspettiamo di essere "pronti", non facciamo niente.
La verità è che non esiste un momento giusto.
Esiste solo adesso.

Il meccanismo dell'effetto farfalla

Nella fisica e nella meteorologia, l'effetto farfalla descrive come un piccolo cambiamento in un sistema possa produrre effetti enormi altrove. Il battito d'ali di una farfalla in Brasile può scatenare un tornado in Texas, per dirla con la metafora più famosa.

Lo stesso vale per le nostre scelte quotidiane.
Ogni volta che scegli di portare la borsa di tela al supermercato invece di prendere il sacchetto di plastica, stai mandando un segnale al mercato.
Ogni volta che preferisci un prodotto locale a uno importato dall'altra parte del mondo, stai ridisegnando le rotte del commercio globale.

Non da sola, certo.
Ma insieme a migliaia, poi milioni di persone che fanno la stessa scelta.

Questa è la potenza del consumatore consapevole: non singola forza, ma parte di un campo magnetico che orienta la direzione dell'economia.

Le tre domande da farsi oggi

Se vuoi iniziare, non serve un piano strategico da dieci punti.

Bastano tre domande:

Cosa butto via di più?

La spazzatura che produciamo è uno specchio fedele delle nostre abitudini di consumo. Osservala senza giudicarti, solo per capire.

Cosa mangio ogni giorno?

Il cibo è una delle leve più potenti che abbiamo.
Non si tratta di diventare vegani domani mattina, ma di sapere che quello che mettiamo nel piatto ha conseguenze enormi sul pianeta.

Cosa compro e perché?

Ogni acquisto è un voto. A favore di qualcosa, contro qualcos'altro.
Diventare più consapevoli degli acquisti è già, di per sé, un atto rivoluzionario.

Il non giudizio come filosofia di vita

C'è un principio che ci tiene particolarmente a cuore: il non giudizio.

Non solo verso gli altri, che non sappiamo che vita fanno, che difficoltà affrontano, che risorse hanno, ma soprattutto verso noi stessi.

Hai preso l'aereo per andare in vacanza? Va bene.
Hai dimenticato la borsa di tela e hai preso il sacchetto? Succede.
Hai comprato qualcosa di cui non avevi bisogno? Sei umano.

Il punto non è la perfezione.
Il punto è la direzione.

Inizia dove sei.
Usa quello che hai.
Fai quello che puoi.

È già abbastanza.

Sii grato/a.